Estratto di Vaniglia

RICETTE – FANNO IL GIRO DEL MONDO E POI RITORNANO

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Ho sempre saputo cosa mi piace delle ricette, si tratta della loro naturale inclinazione a fare strada. Fanno il giro del mondo e poi ritornano. Passano di mano in mano, diventando protagoniste di momenti speciali di condivisione familiare. Ricordano attimi di vita e rimangono, sbiadite, in numerosi foglietti che si sparpagliano nel mondo facendo giri imprevedibili.

Anche i libri di cucina spesso tendono a viaggiare, qualche estate fa in una piccola libreria di Londra ho acquistato Nigella Bites, di Nigella Lawson. Un libro usato e ad un prezzo molto competitivo, che mi ha fatto scordare che anche la mia compagnìa di viaggio poneva un limite sui kg della valigia. La prima facciata del mio Nigella Bites ha un valore aggiunto inestimabile che, per me, è quasi meglio dell’autografo di Nigella, si tratta di una scritta a penna che dice: “Dear Didi, Happy Christmas 2001! Lots of love. Helena”.
Questa frase è una finestra che lascia spazio all’immaginazione. Non so chi fossero Didi ed Helena, ma ho provato a ricostruire quella che potrebbe essere un’amicizia, una sorellanza, un grande amore. Ho tentato di immaginare il loro Natale, in un appartamento londinese, lo scambio dei regali accanto ad un grande albero luminoso che occupava più spazio di quanto ce ne fosse nel loro soggiorno. Non ho idea di quali ricette abbia provato Didi, spero che, prima di darlo via, si sia sbizzarrita nella sua cucina londinese ed abbia condiviso i suoi piatti con il numero più alto di persone possibili.

Io non abbandonerei mai un libro, ma sono molto felice che alcune persone lo facciano, perché da a me la possibilità di appropriarmene, quando ho fortuna.

Durante le scuole superiori trascorrevo molto del tempo libero a casa della mia amica Luna. Un giorno ci recammo a piedi al supermercato vicino per comprare della cioccolata e, mentre passavamo accanto a dei bidoni della spazzatura, ci accorgemmo che per terra c’era uno scatolone pieno di libri, abbandonato e pronto per essere smaltito.
Non esitammo un attimo e portammo a casa lo scatolone che conteneva libri come Anna Karenina e La signora delle camelie. Ce li dividemmo e li adottammo, i miei hanno traslocato nella mia nuova libreria dalla casa dei miei genitori e mi accompagneranno ovunque andrò.

Venezia è ricca di negozi di libri usati, a me piace pensare che siano dei ricoveri temporanei in cui gli amanti della carta stampata possono andare a curiosare fra gli scaffali, con la speranza di trovare un testo che sconvolga il loro mondo.
La libreria acqua alta è straordinaria. Ogni volta che tento di spiegare a qualcuno dove si trova mi rendo conto che la maggior parte delle volte vi sono capitata davanti per caso, come fosse la tana del Bianconiglio, una porta magica che si apre come la bocca della grotta dei desideri di Aladino. Una vecchia gondola occupa gran parte del negozio che spesso scompare sotto l’acqua. Libri accatastati ovunque abitano quel luogo quasi incantato, vicini a stampe e cartoline. Vecchio e nuovo si alternano accatastati in pagine rilegate che hanno visto molto e sperano ancora di partecipare presto alla vita.

E’ stato li che ho comprato Il grande libro della casa, curato da Donna Letizia – Armando Curcio Editore, in una seconda edizione del 1967, con una prefazione di Indro Montanelli che leggere ha di molto migliorato la mia vita.

Quando sono arrivata alla cassa con quel grosso manuale in mano, il proprietario della libreria ha fatto un po’ quello che Amazon fa con noi ogni giorno dicendo: “Se hai deciso di comprare questo libro ti piacerà anche L’enciclopedia delle tre B d’oro, vieni te lo mostro!”. Un abile venditore davvero.
L’enciclopedia delle tre B d’oro, edizioni Labor Milano del 1948, è un libro che si è rivelato più sorprendente di quanto nemmeno quell’uomo poteva aspettarsi. Mentre lo sfogliavo piano, attenta a non rovinare le pagine già provate dal tempo, apparivano foglietti consumati, stralci di ricette scritte su della carta sottile e trasparente. Una bustina di lievito era stata utilizzata come segna libro, c’erano una cartolina, una pagina del giornale Rakam e un programma dell’orario delle sante funzioni della Parrocchia di S. Raffaele Arcangelo di Venezia piegato in quattro.

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